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domenica 2 agosto 2020

Andatelo a spiegare a quegli ignoranti che dicono "Le culture hanno tutte pari dignità."

Una delle notizie agghiaccianti degli ultimi giorni è quella dell'uomo che ustiona suoi figlio per fare dispetto alla moglie.

Nella maggior parte dei giornali si specifica che:
1. l'uomo è un quarantunenne, come se avere quarantun anni fosse rilevante;
2. l'uomo era rientrato in casa ubriaco, come se una sbornia potesse spiegare la violenza inaudita;
3. che il fatto è accaduto in zona Tre Teste, bollando il quartiere;
4. che l'uomo adesso è nel carcere di Regina Coeli, come se questo potesse rimettere in ordine le cose, quasi un lieto fine alla "e vissero tutti felici e contenti".

Tanti particolari, quasi tutti inutili alla comprensione del fatto, perché la maggior parte dei giornali tralascia un particolare fondamentale: l'uomo (chiamiamolo pure così) è musulmano.

Ed è proprio questa la "ragione" della sua rabbia.

Come si apprende dalla stampa, lui era "rientrato a casa ubriaco e sua moglie lo aveva rimproverato".

A chi non conosce l'islam può sembrare normalissimo e più che lecito che una moglie rimproveri il marito per una cosa così grave.

Secondo il Corano, la moglie deve sottostare al marito e tollerare anche i suoi sbagli senza mai farglieli pesare.

Perciò lui avrà avuto un moto di rabbia per l'umiliazione subita vedendo che una femmina, oltretutto non musulmana, si permetteva di rimproverarlo.

Ubriacarsi è sbagliato, e il Corano sostiene che il buon musulmano non deve bere alcol. Però a tutti gli uomini è concesso sbagliare qualche volta. E dei suoi sbagli dovrà dare conto solo ad Allah, non certo a una femmina non musulmana.

Ciò che la donna ha fatto risulta gravissimo, secondo i canoni dettati dal Corano, perché la donna, sgridando il marito, ha capovolto la gerarchia che Allah stesso ha creato per il mondo.

Sicché lei ha avuto la presunzione di riscrivere le leggi di Allah, quindi di essere superiore a lui, eterno, onnipotente e misericordioso. E tutto ciò, secondo il Corano, ogni buon musulmano non può e non deve tollerarlo, perché è una cosa di gran lunga ben più grave di ubriacarsi e perfino di uccidere.

Adesso meditate: mettendoci in casa gente di questo tipo, avremo a che fare sempre più spesso con questa mentalità, con questa "cultura": cultura di violenza, sopraffazione e morte.

Andatelo a spiegare a quegli ignoranti che dicono "Le culture hanno tutte pari dignità."

Fategli capire che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando.


venerdì 23 dicembre 2016

Anis Amri

“Era un ragazzo schivo ma nulla faceva pensare che fosse un estremista anzi sembrava un moderato come i suoi concittadini tunisini”, così ricorda Anis Amri una sua professoressa.
Questo deve farci riflettere: i terroristi islamici ai nostri occhi e attraverso il nostro metro di giudizio appaiono sanguinari assassini, ma nel loro sistema di valori sono invece dei purificatori del mondo, dei santi, ognuno dei quali cerca, nel proprio piccolo, di contribuire alla realizzazione del Grande Disegno di Allah. Nessuno di loro pensa di essere cattivo, di fare del male. Anzi, sono profondamente convinti di agire secondo i giusti principi. Questa è la conseguenza dell'indottrinamento che subiscono fin dalla nascita a suon di Corano.

Finché l'indottrinamento jihadista non verrà condannato come crimine contro l'umanità e combattuto fino alla sua eliminazione globale, noi non riusciremo a risolvere nulla e saremo condannati a uno scontro perpetuo.


martedì 20 dicembre 2016

Meglio accudire cani e gatti


Eccoli cresciuti, i figli esentati dai doveri. Sgravati dal peso di un'etica, sono stati privati del senso di realtà e condannati a essere eterni adolescenti, affogati in una bulimia di diritti, scaturiti da una fulminea sequenza di "voglio" esauditi ancor prima di sbocciare.

Oggi sono anagraficamente adulti, ma hanno un maledetto bisogno di certezze, come bambini a cui quelle certezze sono mancate, come sono mancati a tempo dovuto tutti i necessari "no" genitoriali. Così li vedi brancolare disperati, alla ricerca di un "qualcosa" che dia sicurezza, anelando a una "verità" incrollabile, a un "centro di gravità permanente".

C'è chi si rifugia in congreghe politiche settarie nate dal web, in gruppi di "puri" che si rimbalzano il "verbo" del capo carismatico, ripetuto quasi alla lettera, per darsi sempre ragione reciprocamente. La loro convinzione è una: la società è marcia e va cambiata. Inoltre, secondo il loro capo sarebbe semplicissimo farlo, basterebbero poche mosse per abbattere il potere dei potenti, basterebbe rimettere al centro i valori "puri" e smantellare il "sistema schiavo delle banche".

 


Altri cercano sicurezza nella religione, ma non in una religione "perdente e irreale" come quella cristiana. I figli dei fiori della beat generation erano rivolti a oriente, avevano in cameretta "santini" hindù comprati in negozietti di fricchettoni che portavano quella roba dall'India insieme a vestiti e incensi. Per loro era tutto più facile: contestavano genitori bigotti, rigidi e chiusi, che pretendevano che i loro figli crescessero e mettessero su famiglia come si era sempre fatto da che mondo è mondo. Invece loro, gli hippy, predicavano pace e amore libero, fumavano spinelli e manifestavano contro la guerra in Vietnam. E questo bastava per metterli a proprio agio.





Ai disorientati di oggi, questo non basterebbe: assumere sostanze psicotrope non fa più di te un ribelle, il sesso non è più tabù e spesso è vissuto talmente male da non risultare neanche un toccasana. Inoltre, si è ormai saturi di guerre contro cui manifestare, al massimo ci si può ogni tanto accanire contro Israele, in difesa dei "palestinesi", i quali -a dispetto della realtà- nell'immaginario comune incarnano l'oppresso per antonomasia.





La cosiddetta "causa palestinese" spesso apre nuove porte alla religiosità. Come ho già accennato, il cristianesimo offre storie non credibili come quella del dio che insemina una ragazzina, o dell'uomo che cammina sull'acqua e moltiplica i pesci. Non sono fatti compatibili con la mentalità di chi è cresciuto nel materialismo, nelle certezze scientifiche. Inoltre, la figura di Gesù è perdente su tutti i fronti: prima di tutto non è lui a fondare la religione cristiana, essendo e rimanendo ebreo fino all'ultimo istante; e poi, non vince nello scontro col nemico, ma viene ammazzato in croce.




Questa non è una storia in grado di soddisfare il bisogno di concretezza e di vittoria. Stiamo parlando di persone cresciute da genitori che credevano in Che Guevara o altri miti vincenti simili. Essendo Gesù incompatibile con le certezze scientifiche di cui si è padroni, e non soddisfacendo quell'insaziabile bisogno di "vittoria" che colmi il vuoto lasciato nell'animo da figure genitoriali assenti o "fraterne", ci si rivolge altrove.




Si scopre così il Corano. Nel Corano non ci sono fatti campati in aria, ma solo cose concrete. Allah è in alto e l'uomo è sulla terra: non ci sono commistioni inverosimili né miracoli alla Silvan. Allah è Dio potente e misericordioso, sa che tu, uomo, sei debole e bisognoso di certezze, di paletti che ti indichino la strada giusta. E il Corano ti detta con precisione certosina tutto ciò che è lecito e ciò che non lo è. Tu devi solo ubbidire. Allah però è generoso e ti dà la possibilità di sbagliare e di correggerti. Solo se perseveri malignamente nell'errore ti punisce. Poi c'è Maometto che è il fondatore di questa religione: lui è un vero leader, a immagine e somiglianza di Dio, potente, ma generoso e misericordioso. Lui non è un perdente come Gesù, non viene sconfitto mai. Il suo disegno è far sì che tutto il mondo si adegui a lui e si sottometta alla Verità Unica.




Pochi concetti semplici e chiari. Il vero toccasana per chi ha bisogno di una roccia a cui appigliarsi, la soluzione per chi crede che la società umana sia perfettibile. Perfettamente in linea anche col pensiero di chi crede che basterebbero poche mosse per abbattere il potere dei potenti, basterebbe rimettere al centro i valori "puri" e smantellare il "sistema schiavo delle banche".

Meglio cercare affetto in cani e gatti, che alimentare fedi che seminano odio, morte e distruzione.


domenica 15 novembre 2015

I buonisti all'attacco


Ieri ho acceso la TV. C'era un dibattito, in cui erano quasi tutti d'accordo che la colpa di quanto è avvenuto a Parigi è da imputare alle guerre USA. C'era solo una donna isterica e rifatta che diceva le cose giuste, ma -ovviamente la propaganda sa lavorare bene!- era poco credibile per diversi fattori: per il tono di voce, per i labbroni e chissà probabilmente era berlusconiana...

Ho quasi vomitato.
Ho spento la TV.


A nessuno è venuto in mente che per mettere in atto questo attentato, quelli passati e quelli a venire, sono necessari un sacco di soldi? Nessuno si è chiesto chi sono i finanziatori?

Petrolieri arabi che nella vita hanno già potuto comprare di tutto, che già si sono fatti passare tutti gli sfizi, a cos'altro possono aspirare, se non a mettere in atto il Grande Disegno di Allah? Così consegnerebbero un mondo "migliore" alla loro progenie e i loro nomi rimarranno impressi a futura Memoria nei libri di Storia, come i grandi e generosi promotori del Nuovo Califfato Mondiale.

Ah, dimenticavo c'era anche anche il compassatissimo imam Izzedin Elzir con la sua faccia pulita e la sua elegante ipocrisia che condannava il terrorismo che colpisce "prima di tutto l'islam".
Solo chi non lo conosce può credere alle sue palle!


A chi continua a credere che l'Islam sia una religione di pace e a dire che anche i cattolici sono cattivi alla stregua dei fondamentalisti islamici perché hanno fatto le crociate (tralasciando il "particolare" che quelle avvennero molti secoli fa e che il Vangelo non prescrive guerre sante), propongo la lettura del Corano. 

Qui di seguito ci sono alcune Surat che ho scelto per la loro "pacificità", ma vi assicuro che il resto non è da meno. Chi volesse leggerlo tutto ma non ha intenzione di spendere un centesimo, può leggere la traduzione curata dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia, qui: http://www.corano.it/corano.html

E ora, buona lettura!





«Uccideteli (gli infedeli) ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.» (Sura 2:191)

«Presto getteremo nel Fuoco coloro che smentiscono i Nostri segni. Ogni volta che la loro pelle sarà consumata, ne daremo loro un'altra, sì che gustino il tormento. In verità Allah è eccelso e saggio».
(Sura 4:56).
«La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso» (Sura 5;33)
«Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! E ciò avvenne perché si erano separati da Allah e dal Suo Messaggero”. Allah è severo nel castigo con chi si separa da Lui e dal Suo Messaggero...! Assaggiate questo! I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! O voi che credete, quando incontrerete i miscredenti in ordine di battaglia non volgete loro le spalle. Chi in quel giorno volgerà loro le spalle - eccetto il caso di stratagemma per [meglio] combattere o per raggiungere un altro gruppo - incorrerà nella collera di Allah e il suo rifugio sarà l'Inferno. Qual triste rifugio! Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi. Quando tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava*, per provare i credenti con bella prova. In verità Allah tutto ascolta e conosce.» (Sura 8:12-17).
«O Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti. Ché in verità è gente che nulla comprende.» (Sura 8:65).
«Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso.» (Sura 9:5).
«Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo e siano soggiogati. Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!» (Sura 9:29-30).
«Se non vi lancerete nella lotta, vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocerGli in nessun modo. Allah è onnipotente.» (Sura 9:39).
«Quando (in combattimento) incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine. Se Allah avesse voluto, li avrebbe sconfitti, ma ha voluto mettervi alla prova, gli uni contro gli altri. E farà sì che non vadano perdute le opere di coloro che saranno stati uccisi sulla via di Allah: li guiderà, migliorerà la loro condizione, e li introdurrà nel Paradiso di cui li ha resi edotti.» (Sura 47:4-6).