giovedì 17 luglio 2014

I palestinisti sono di un cinismo senza limiti!

Altra immagine che spopola su internet, accompagnata da infiniti commenti di commiserazione per i poveri bambini di Gaza.


Mi addolora vedere bambini spettatori di ogni guerra; mi disgusta invece vedere come vengano cinicamente usate a fini propagandistici le immagini che li ritraggono sofferenti o morti. I bimbi in questa foto, ad esempio, sono cristiani fuggiti dalle persecuzioni islamiste in Siria. La foto risale al 2012 ed è stata scattata da una ONG polacca in un campo d'accoglienza in Libano. Nessuno dei nostri media o dei nostri pacifisti s'è curato di loro fino all'altro giorno.

Il fatto che molti si stiano intenerendo per i bambini arabi solo adesso che c'è di mezzo Israele, da condannare "senza se e senza ma", la dice veramente lunga!




martedì 15 luglio 2014

Altra foto virale di Pallywood

Ecco un'altra foto che i palestinisti europei fanno di nuovo girare nella rete in questi giorni. Questa è meno antica di Bimbo Senz'Ombra (2008), infatti risale al febbraio 2013 ed è opera del fotografo svizzero di origine egiziana Tariq Ramadan.

Qui sotto c'è l'immagine che circola con didascalia che in linea di massima recita "Ecco come i coloni sionisti aggrediscono una donna araba", oppure "Coloni ultra-ortodossi cercano di scoprire i capelli a una donna musulmana", senza tenere conto che anche le donne ebree "ortodosse" non scoprono i capelli in pubblico. Infatti che siano ebrei si può capire solo dalle kippà sulla testa dei due uomini. 



Più in basso la sequenza completa che mostra che la situazione non è poi così chiara come invece si vorrebbe far credere, infatti sembrerebbe sia stata la donna musulmana ad aggredire il gruppo di ebrei. Poi alla fine il marito della musulmana fa notare che c'è qualcuno che li sta fotografando. 

 

 

 

 

 

 

 

Un'altra cosa è poco chiara: DOVE è stata scattata questa sequenza? Infatti, dietro si legge una scritta in Inglese che appartiene alla pubblicità della scarpe Nike "The perfect fit for the perfect run". Il che fa pensare che non si tratti dei cosiddetti "Territori Palestinesi", ma molto probabilmente della stessa città Svizzera in cui vive il fotografo.


Allora bisogna chiedersi: CHI AGGREDISCE CHI?




lunedì 14 luglio 2014

«A morte chi ragiona con la sua testa e non sta con noi!»

Alcuni giorni fa una ragazza nord africana ha scritto sul suo facebook:


"Qualcuno ha postato questa foto orribile su facebook. E sotto i commenti mostravano grande pietà per i poveri palestinesi e tanto rancore per gli spietati israeliani.


MA QUESTA E' UNA FOTO DELLA STRAGE DI INNOCENTI CHE AVVIENE DA TRE ANNI IN SIRIA!




Voi Occidentali vi intenerite solo se la guerra di cui si parla riguarda la Palestina! Piangete pensando che quei morti sono palestinesi... MA I MORTI SIRIANI PER VOI NON SONO NULLA? I palestinesi se la vanno cercando la morte, usano i loro bambini e le loro donne come scudi umani. Ma io ho capito tutto: A VOI NON FREGA NIENTE DELLA VITA DI NOI ARABI, a voi ancora interessa la distruzione degli ebrei. Sono passati secoli e voi ancora odiate gli ebrei e STATE USANDO NOI ARABI COME PEDINE NEL VOSTRO SPORCO GIOCO!"

Oggi sono andato a curiosare sul suo diario e queste riflessioni non c'erano più. Non so se sia stata lei stessa a cancellare il tutto per paura, o gli admin di facebook, gli stessi che lasciano indisturbate la pagine neo-naziste, pornografiche e tutta l'altra munnezza.
Al loro posto ho trovato questa foto postata da un gruppo palestinista.


Anyone...? Any words....for this inhumanity....any Israel supporter..?

Non so se le abbiano inviato mail minatorie o che altro, ma immagino che in qualche modo siano riusciti a intimidirla, per punirla delle idee che aveva liberamente espresso.
Riguardo questa foto, c'è da dire che oggi è facile fare ricerche sulle foto con google-image, per poterne appurare l'attendibilità. Perciò ho fatto le mie ricerche. E indovinate che cosa ho trovato! Un'altra foto in cui si vedono i preparativi della troupe di fotografi e attori, con tanto di pubblico. C'è la ragazza seduta con lo zainetto rosa che qui compare con le mani in testa disperata, nell'altra foto è tranquilla e aspetta il momento dello scatto, mentre tutt'intorno una folla di curiosi, grandi e piccini, assiste alla messinscena. Ovviamente si vede lontano un miglio che il "soldato israeliano" non è né israeliano né soldato.
Eccola qui per voi. E una delle migliaia di foto fasulle messe in circolazione da Hamas.


"Bimbo Senz'Ombra"

In questi giorni sta girando di nuovo in modo virale la foto "Bimbo Senz'Ombra", opera photoshoppistica palestinista risalente almeno all'ottobre 2008, visto che la conservo da quella data nel mio computer. Non solo è grave il fatto che serva a una propaganda di odio che mira a falsare la realtà, ma è ancor più grave che la gente non si accorga degli errori neanche più vistosi, quando ha piacere a pensare che sia vero il messaggio che viene veicolato. Questa tendenza a lasciarsi autosuggestionare passivamente è indotta dall'anti-giudaismo con cui molta gente è stata nutrita fin dalla più tenere età. Anti-giudaismo divenuto poi antisemitismo camuffato da "anti-sionismo".  E sì, perché loro mica odiano tutti gli ebrei, odiano solo quelli che sono "sionisti", ossia quelli che ritengono che Israele debba esistere.


sabato 28 giugno 2014

Ebrei messi al bando dal vertice dell'Unione Africana

Rifiutate le dichiarazioni programmatiche di sostegno da parte delle nazioni africane; i rappresentanti della Lega Araba esigono che siano mandati via gli "israeliani" per poter iniziare il summit.
La cerimonia di apertura del 23 ° vertice dell'Unione Africana di giovedì a Malabo stava per cominciare con la dichiarazione, da parte di un certo numero di Stati partecipanti, in sostegno dei tre ragazzi israeliani rapiti, finché il cattivo sangue non ha portato le tensioni allo stato di ebollizione.
"Non avevo mai asssistito a una tale forma di razzismo e di antisemitismo. Siamo stati umiliati", hanno dichiarato alcuni degli ebrei presenti, i quali hanno lasciato la Guinea Equatoriale di fretta, dopo aver anticipato il loro volo.
«Tutto è iniziato quando uno dei delegati arabi, dall'Egitto, ci ha avvicinati a cena la sera prima dell'apertura, chiedendoci cosa facessero qui, indicando gli uomini che indossavano la chippà", ha detto l'imprenditrice israeliana Yardena Ovadia, che aveva organizzato l'invito della delegazione ebraica al summit.
Ovadia, che ha stretti legami con il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang, ha detto di aver spiegato al delegato che lei e i suoi amici erano ebrei provenienti dagli Stati Uniti, ma non israeliani.
Il giorno seguente, i rappresentanti della Lega Araba si sono rifiutati di entrare nella sala fino a quando tutti gli ebrei (o come li chiamavano loro, la "delegazione israeliana") non fossero andati via,
"Eravamo già seduti nella sala conferenze", ha detto Ovadia. "quando i capi della Lega Araba hanno annunciato il boicottaggio della conferenza fino a quando la 'delegazione israeliana' nono fossa andata via. Abbiamo dichiarato ufficialmente che siamo Americani e non Israeliani, ma non è servito a nulla."
"C'era una rappresentante del Congresso degli Stati Uniti con noi. Era scioccata e ha detto che seguirà una dichiarazione ufficiale del governo", ha aggiunto Ovadia.
Quattordici delegati della delegazione della Conferenza dei presidenti delle maggiori organizzazioni ebraiche americane si sono alzati e hanno lasciato la sala, e la cerimonia di apertura è stata posticipata di un'ora.
Era in programma la partecipazione del presidente palestinese Mahmoud Abbas, ma questi si è fatto sostituire dal suo vice. Il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon era nella hall, così come il presidente egiziano al-Sisi, nonché il primo ministro spagnolo, quattro ministri iraniani, e di altri dignitari stranieri.
Lo scontro con la "delegazione israeliana", è stato avviato dal presidente della Mauritania.
Il rappresentante dell'Autorità palestinese, ha detto nel suo discorso al vertice che gli ebrei hanno sperimentato un olocausto, ma che attualmente stavano istigando un olocausto contro il popolo palestinese. Una dichiarazione rilasciata dal capo della delegazione ebraica ha detto che nessun orecchio avrebbe potuto assorbire tali parole minacciose.
"Nel nostro hotel ci sono quattro ministri iraniani di alto livello", ha detto Ovadia. "Sono stati molto cordiali fino al giorno dell'apertura del vertice. Poi ci hanno sbattuto la porta in faccia ingiustificatamente. Ciò non rimarrà senza risposta."
Ha aggiunto: "Il presidente della Guinea Equatoriale ci ha chiamato per scusarsi personalmente e ha invitato la Conferenza dei presidenti di delegazione a una cena speciale, ma noi avevamo già riprogrammato il loro volo privato di rientro e già erano andati via."
traduzione: Fulvio Del Deo


giovedì 1 maggio 2014

No Sardegna? No voto.


Dato che ai sardi con una legge elettorale ingiusta, viene impedito di eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo, non rimane che protestare non andando a votare. 
Il gioco democratico non è normale ma truccato. 
Sono state tentate tutte le strade, sono stati proposte leggi ed emendamenti alla legge in discussione al Senato più che giusti ma bocciati. 
Si è contraddetto il principio di uguaglianza costituzionale fra i cittadini perché mentre la si garantisce ai cittadini siciliani non si garantisce i sardi. 
Quindi essendo l'arma del voto data ai cittadini sardi scarica, si sceglie semplicemente di non usarla. 
Il risultato del non voto sarà però un voto di libertà. 
Non si tratta quindi di una astensione che disprezza il votare o di disimpegno, ma l'ultima possibilità di esprimere collettivamente la propria indignazione e la richiesta di un collegio unico sardo e il rispetto dei sardi come minoranza linguistica.
L'astensione dal voto per il Parlamento europeo, dal quale sono assenti da diverse legislature i sardi, nasce non per scetticismo, disprezzo dell'Unione europea o dell'europeismo, ma al contrario dal desiderio di essere rappresentati da propri rappresentanti, legati alla Sardegna e che conoscono i nostri problemi, la nostra cultura e le nostre aspirazioni.
L'astensione è pure una forte protesta verso l'egoismo dei continentali e dei parlamentari tutti, che salvo una pattuglia di sardi, ha deciso di penalizzare la Sardegna oltre ogni limite consentibile.
Perciò aderiamo compatti a questa campagna di boicottaggio, propagandiamola e diffondiamola per iniziare a tutti i nostri amici di Facebook chiedendo loro di cliccare mi piace. I numeri ci daranno idea del consenso e della protesta di un popolo che veramente si è rotto le scatole ed è pronto a reagire democraticamente ma con forza.